giovedì 24 ottobre 2019

ispirato alle città invisibili di Calvino

È proprio vero, scomporre le città e ricomporle a proprio piacimento, arredandole tramite il nostro percepito di suggestione, la nostra città diviene un laboratorio con leggenda propria, visibile dai nostri fari, con i nostri esclamativi, grammaticali.

E così che le città, nelle loro strutturazioni, prendono vita come funghi, sbocciano lì dove non c erano, pezzi si ristrutturano, elementi si gonfiano come mostri da incubi e fiori pacati spuntano lì dove non c erano, tutto raggruppato da un enorme nuvola aleatoria, che potrebbe mettersi in fuga e scomparir di botto al primo alito di vento.

La città poi diventa un labirinto, di quelli emotivi, in cui ci finisce la nostra mente per girarne e rigirarne senza un senno, ne possiamo trarne visioni depressive, visioni allegoriche, visioni filosofiche, anche solo utilitaristiche, come prioritariamente potrebbe essere inteso da tutti voi, comunque siano, visioni... che modellano il progetto base, sovrapponendo il filtro veritiero, visibile ed invisibile da cui aggiungere o sottrarre, giorno per giorno, sentore per sentore ...

Una città può evolvere, modificarsi, ingrandirsi, spopolarsi, ma ancor più sarà importante in nostro modo di percepirla, viverla, ciò sarà alla base proprio della nostra influenza poi nell'evolverla!

venerdì 18 ottobre 2019

le terre alte

Quei luoghi posti in alto, non solo come altimetria, l'alto ha un forte valore simbolico, ci solleva, ci eleva, ci fa crescere; tutto aspira ad andar su nonostante contrasti la nostra ben risaputa legge della gravità, che forse riordina le cose, le equilibra, ci riporta con i piedi per terra, ecco quindi un gioco di sollevamenti e di leve, di repentine cadute e tonfi, altimetrie perse e guadagnate, inesorabilmente relative. E perciò che ognuno di noi si ritrova in quelle terre alte per un sol periodo ben tangibile ed effimero, vi permuta, si rinfranca, sospira o respira, totalmente acquisisce gioia, estasi ed ogni sua particella, elemento si gratifica, relaziona, si interscambia; si può sostanzialmente dire che in quel preciso momento si accedi in un mondo diverso, sostenibile, fecondo, evolutivo, una sorta di centro di smistamento ed interscambio, si perchè quando si scende, eh non so se vi ho detto che prima o poi si deve scendere dalle terre alte, comunque quando si scende ci si ritrova diversi ampliati, ricostituiti e nulla sarà più lo stesso ... anche se torneremo a salire ...

la foto location riguarda il pendio del monte Pietrauta in Gallo Matese (CE)










venerdì 16 agosto 2019

Uno sguardo, uno solo, e sei conquistato, la signorina sa come prenderti, ammaliarti, adocchiarti, ipnotizzarti, e sei già lì con lei, tra la paglia e lana grezza, l'abbraccio di calore, i musi dell'affetto, gli orecchini penzolanti, le boccucce morbide, i versi del creato

lunedì 29 luglio 2019

Sono quei luoghi ai confini, al margine lontano dalla vetrina, qui vivono elementi al di fuori dell anagrafe, del rendicontato, valori fuori dal reale difatti, permettetemi per quel tempo giusto di essere lì con loro, è un richiamo della foresta, è un ansiolitico naturale, è un ritornare al mio primordiale familiare!
Piana del Fieno, Parco Partenio











lunedì 6 maggio 2019

Toccami, e ti dirò se sono vivo

Sono niente e nessuno, eppure sono qualcuno, mi ritengo un qualcosa di aleatorio ma cmq sono tattile ed organico, mangio pane e fantasia, incontro anime e creature, fantasmi e dinosauri, tante maschere, pochi volti, fino a che non trovo l'incazzatura, ed occhi specchiati o solo poco illuminati, stravaganti forme, esseri contorti, brillano di luce propria così come si dissolvono tra buchi neri, nella densità della massa grezza e primitiva, nel cilindro del miglior prestigiatore, salve a tutti nella mia realtà che non c è, ed ora c è, nelle nuvole di sentimenti ed emozioni che prendono forma e materia, accanto l'universo, accanto l'entità .... Alice docet! 

martedì 23 aprile 2019

Due volti, due storie, due stadi evolutivi, due entusiasmi interiori, eppure il due in tutto ciò mi stona, il due è il solo frutto che ci hanno allenato a contare, altrimenti...


domenica 27 gennaio 2019

il ritorno del gregge ... la fine di una nuova giornata, quella quiete che dura poco troppo poco, ma puoi almeno gustartela pienamente, alquanto potresti anche dire tutto è finito, tutto è già passato; tiri il fiato, intorno a te solo le stelle, brillano e luccicano insieme alla frescura del crepuscolo, sai che ti porteranno fortuna, perchè in quell'istante sai che pochi hanno l'onore di veder quello spettacolo; eppure la città non è lontana, ma la gente non sa più, ed a me basterebbe un pensiero, un piccolo, dolce, tenero pensiero, nulla più, perchè? perchè ciononostante io domani sarò di nuovo lì, roccia, verticale al cielo, alla terra, eletto presidio di vita, tra il mio popolo, il mio successo ...