lunedì 10 agosto 2020

Ciao, piacere, sono Alessandro, te come ti chiami? Come hai detto? Anche te? Come me? Ah, sei simile a me? O sei del tutto uguale? No, dai ciò forse non è importante, ti posso però solo dire che ti voglio bene, perchè? Mi chiedi perchè così fin da subito? Certo, così fin da subito! Perchè? Naturalmente perchè io voglio bene me stesso, con tutto il mio cuore e farò lo stesso verso te, verso quello che è in te parte di me, quello che mi attrae, quello che mi infastidisce, quello che mi stizza, che mi illude, che mi tira su, e mi illumina gli occhi, e mi ispira ... ispira a volgere lo sguardo verso un cielo blu sgombro da dubbi, ed incertezze, spazi aperti, zone libere, nessun diversivo per non pensare, per non vivere, niente nuvolette dietro cui nascondermi, ma un sole con cui brillare,una luna con cui sognare, un giorno ed una notte con cui alternarsi, tra un bene ed un male, una gioia ed una sofferenza, una rabbia ed una meraviglia ... il te ed il me che si incontrano, s'abbracciano, si distaccano, e si rimmergono, si collegano, e sorridono, senza più distanze, senza pentimenti, ma con il solo blu, profondo sconfinato celeste infinito, negli occhi ...

mercoledì 22 luglio 2020

Oggi sono in pace, oggi sono oltre, ho i miei teneri spazi, piccole intercapedini ricavate tra mondi dispendiosi, qui trovo questa calma apparente che mi regala parole, per dipingere pareti fatte di cieli, di boschi, di città, e mi regala sguardi, per capire come io sia negli altri, come gli altri siano me, come viviamo di riflessi, e specchiandoci, tutto diviene percettibile, ed ogni sussulto è un terremoto, una benedizione, una consacrazione, un albero motore, irrefrenabile, divenente.
Scarne figure, trasportate come iceberg dai flutti, rivelano forme indefinite, attanagliate dal mistero, provano a scomporsi e ridefinirsi, provano a smobilitarsi e ricomporsi, cambiare volti, posture, evanescenze, materialità, provano, sulla tale verità che sei solo tu a cambiar punto d'osservazione


Isola circondata dalle nuvole, il cielo circoscritto dalla terraferma, un lago nel blu dell'atmosfera, ovatta per assorbire la pioggia prima che cada... sicuro tra qualche minuto, secondo sarà già qualcosa d'altro


I miei disordinati passi mattutini, quelli che mi accompagnano fin al caffè delle 11 e 30, le prime sensazioni che mi si aprono, le gambe che fanno da intermediario (e se bruciano so cazz), scendo in strada e mi chiedo oggi come sto? Come sta il Mondo? Quali incontri odierni? Quale poesia oggi prenderà vita?... Ecco, vado incontro anche oggi alla mia poesia, al mio sussulto, alla mia bella carica di vitalità, ne uscirà una nuova genuinità, una nuova iniezione di fiducia, brillerà col Mondo, festeggerà con chi si meraviglia ancora, al sorprendente, al minimale. Al fiore che ti sboccia dentro ogni singolo giorno.

Ps... e chi mi trova è fortunato!







... ma grazie a te, tu che sei apparsa dal nulla, in punta di piedi hai trovato lo spazio, il giusto intermezzo in un relitto alla deriva, naufrago tra flutti e vortici, la tua figura lì calma e stabile, si staglia su una roccia emersa dalle onde, un punto di ancoraggio tra mille peripezie. La tua la voce soave di una sirena, che ti affascina, ti seduce, che ora ti salva, l'estasi sospesa nel nulla, l'evanescenza della meraviglia, di chi ancora crede, crede che chi ti porge una mano può essere solo un angelo, che faccia il suo compito, nella sua fase cruciale, e ti lasci solo l'incanto, ti rimetta in strada, ti ridia la giustezza, la luce negli occhi ed infine il suo dolce, dolcissimo ricordo, così che ora, in ogni momento, puoi chiudere gli occhi e lei è lì, lì con te, mano nella mano, ti riaccompagna nell'immensità.
Ciao caro Angelo, grazie.

mercoledì 15 luglio 2020

In un abbraccio lungo una vita siamo rimasti io e te, senza bisogno di chiedertelo, senza tante parole, abbiamo viaggiato sostenendoci con legami invibili, ci siamo incoraggiati mantenendo la distanza opportuna, ed io e te ci siamo accettati senza grossi complimenti, essendo simili, sobri, presenti al dunque, evitati al marginale, siamo arrivati all'oggi, al presente, nella simbiosi della gioia, nella simbiosi del dolore, nella condivisione della preziosità della vita, del suo mistero, della sua operosità. In ciò siamo tipi tosti, sì, tipi che non cedono, non mollano di un centimetro, più tu che io, ma l'esempio aiuta il discepolo, lo prepara, lo inorgoglisce, gli dona ogni giorno quel fondamentale abbraccio silenzioso, frugale, presente. Io e te siamo in un abbraccio lungo una vita.
A mio Padre, grazie