venerdì 16 agosto 2019

Uno sguardo, uno solo, e sei conquistato, la signorina sa come prenderti, ammaliarti, adocchiarti, ipnotizzarti, e sei già lì con lei, tra la paglia e lana grezza, l'abbraccio di calore, i musi dell'affetto, gli orecchini penzolanti, le boccucce morbide, i versi del creato

lunedì 29 luglio 2019

Sono quei luoghi ai confini, al margine lontano dalla vetrina, qui vivono elementi al di fuori dell anagrafe, del rendicontato, valori fuori dal reale difatti, permettetemi per quel tempo giusto di essere lì con loro, è un richiamo della foresta, è un ansiolitico naturale, è un ritornare al mio primordiale familiare!
Piana del Fieno, Parco Partenio











lunedì 6 maggio 2019

Toccami, e ti dirò se sono vivo

Sono niente e nessuno, eppure sono qualcuno, mi ritengo un qualcosa di aleatorio ma cmq sono tattile ed organico, mangio pane e fantasia, incontro anime e creature, fantasmi e dinosauri, tante maschere, pochi volti, fino a che non trovo l'incazzatura, ed occhi specchiati o solo poco illuminati, stravaganti forme, esseri contorti, brillano di luce propria così come si dissolvono tra buchi neri, nella densità della massa grezza e primitiva, nel cilindro del miglior prestigiatore, salve a tutti nella mia realtà che non c è, ed ora c è, nelle nuvole di sentimenti ed emozioni che prendono forma e materia, accanto l'universo, accanto l'entità .... Alice docet! 

martedì 23 aprile 2019

Due volti, due storie, due stadi evolutivi, due entusiasmi interiori, eppure il due in tutto ciò mi stona, il due è il solo frutto che ci hanno allenato a contare, altrimenti...


domenica 27 gennaio 2019

il ritorno del gregge ... la fine di una nuova giornata, quella quiete che dura poco troppo poco, ma puoi almeno gustartela pienamente, alquanto potresti anche dire tutto è finito, tutto è già passato; tiri il fiato, intorno a te solo le stelle, brillano e luccicano insieme alla frescura del crepuscolo, sai che ti porteranno fortuna, perchè in quell'istante sai che pochi hanno l'onore di veder quello spettacolo; eppure la città non è lontana, ma la gente non sa più, ed a me basterebbe un pensiero, un piccolo, dolce, tenero pensiero, nulla più, perchè? perchè ciononostante io domani sarò di nuovo lì, roccia, verticale al cielo, alla terra, eletto presidio di vita, tra il mio popolo, il mio successo ...





venerdì 28 dicembre 2018

La verità è che la mia generazione ha odiato ed odia gli adulti, il mondo degli adulti, da essi si sono sentiti traditi, illusi, sedotti ed abbandonati, tutto quel mondo puramente televisivo di feste, festini, letterine, forme, successi, ma anche poi le cose più semplici come idee di famiglia, comunità anche esse travolte in un enorme furto o inganno, ora ne paghiamo tutti caramente le conseguenze... Però la mia conclusione è che non ce lo possiamo più permettere di odiare, lo era consentito a 20, 25 anche 30 anni visto che la vita si è allungata, ma dopo i 30 non si può più perché gli adulti a quel punto siamo noi stessi e rimanere sulle proprie equival a dire odiare se stessi, no, ciò non ce lo possiamo permettere, rimane solo una parola: costruire

sabato 8 dicembre 2018

ero un distruttivo, lo ero in toto, ora una parte la conservo ancora, sicuramente, marginalmente, utilisticamente, dicevo che ero un distruttivo in toto, ma non perchè lo ero completamente, ma perchè quella faccia distruttiva che era in me ahimè era sempre quella che la faceva da padrone in talune situazioni, anche se mi rammaricava, mi rattristava, o meglio me ne vergognavo di apparire in quel modo, eppure era più forte di me, emergeva d'improvviso, e mi imponeva di impuntarmi a forza, di mettermi contro, contro me stesso, contro quel di bello e genuino era in me, contro la sola possibilità che potessi vivere un momento felice senza complicanze e soprattutto che qualcuno si interessasse a me, non era possibile ciò, e se era anche possibile dovevano pagare a costo che se l'erano loro cercata; ma tutto ciò non mi dava felicità, anzi, mi faceva chiudere sempre più in me, certo da un certo punto di vista almeno non avevo tutta questa voglia di contatto sociale, di esigenza di affetto, di cercare il sorriso dell'altro, ma la vita che facevo era sicuramente misera, tanto misera, e soprattutto assolutamente deresponsabilizzata, non mi competeva nulla, non chiedevo nulla, non potevo pretendere nulla, il nulla era al mio fianco, il nulla ero io ... cosa può essere successo poi?!? Come può un nulla diventare qualcosa?!? Sai che non riesco bene a ponderare ciò, ora come ora, so solo che in un bel momento, che non so definire quando, mi so detto, non posso più permettermi di essere nulla, non posso permettermelo più, è finito quel tempo per poterlo essere, ho sentito voglia di responsabilità, sempre più, ho sentito voglia di diventare autonomo sotto il profilo economico, mi facevo pena vedermi con quei tanti talenti che sapevo già di avere e non metterli a frutto, non farne una possibilità di guadagno, ma di guadagno per cosa? ma per rispendere i soldi a favore di quelle persone che mi stanno vicine, forse per riabilitare i torti che avevo generato, ecco vedevo sempre più che il guadagno diventa tale solo se condiviso, e reciprocamente la condivisione non può che essere guadagno, si può stare tristi ognuno solo nella propria intimità, e ciò è una stato ed un volere tutto da rispettare, ma devi comunque sapere che chi è intorno a te sente tutto, soffre con te, al par tuo, anzi in silenzio accetta senza dir nulla di prendersi carico anche di una parte del tuo malessere, a distanza, si è possibile, basta un pensiero, un pensiero genuino, vero e sentito, non parlo di me, parlo di chi c'è intorno a te, parlo di chi ha fatto sacrifici, parlo di chi ha combattuto per darci quello spazio utile in cui oggi noi ci troviamo, parlo di chi non accetta che il mondo vada tutto a rotoli, che la speranza crolli e che non si possano più vivere spensieratamente sensazioni autentiche, molteplici, che ci si possa commuovere di fronte ad un gesto che apporti del sacro, del soddisfacente, del rallegrarsi di ciò che è stato fatto e se ne possa avere stima, tanta stima e poi in seguito fiducia ... in primis quando quel gesto siamo noi a prendercene carico ...