Due occhi, di gatta,
spalancati avanti al tuo inerme muso,
ti dicono che se vieni più vicino mi tuffo tra le tue braccia,
o sei tu che ti inebri tra i miei profumi,
e mi gironzoli giorno e notte strusciando le mie corolle,
ed ora abbi almeno il coraggio di dirmi che mi ami,
che per te sono di una bellezza che non ha riscontro, né confronto,
ma dimmelo, dimmelo, non darlo per scontato,
io che fiorisco per te,
io che ti sorrido,
ti sorreggo,
ti lascio fare,
sono per te, campagna e naturalezza,
acqua e sapone,
mare che ti aspetta,
amido che ti nutre,
sono la tua stessa sostanza
sabato 9 maggio 2020
domenica 3 maggio 2020
l'uomo nuovo
vogliamo un uomo nuovo,
che sappia ritrovare la pace, il perdono,
il filo della propria logica,
partendo dalla propria storicità,
dal suo essere miracolo,
e da una carezza mai data o ricevuta ...
scrutiamo il nostro frontespizio,
e quindi oltre tutto ciò che ne venga fuori,
e continuiamo poi a scrivere,
toccando con anima e corpo ogni singola lettera,
sillaba, sussulto o sospiro che sia,
pausa letteraria, balbuzia o impaccio,
batticuore e malecore ...
infine lasciamole andare per la loro strada queste parole,
lasciamole scorrere, fluire, scivolare ...
estinguersi e risorgere ...
che sappia ritrovare la pace, il perdono,
il filo della propria logica,
partendo dalla propria storicità,
dal suo essere miracolo,
e da una carezza mai data o ricevuta ...
scrutiamo il nostro frontespizio,
e quindi oltre tutto ciò che ne venga fuori,
e continuiamo poi a scrivere,
toccando con anima e corpo ogni singola lettera,
sillaba, sussulto o sospiro che sia,
pausa letteraria, balbuzia o impaccio,
batticuore e malecore ...
infine lasciamole andare per la loro strada queste parole,
lasciamole scorrere, fluire, scivolare ...
estinguersi e risorgere ...
giovedì 23 aprile 2020
uomo
l'uomo che si interroga ogni singolo giorno sul mistero della vita, per come nasce, si radica, fiorisce, crolla, in ciò si pone delle domande, nel circoscrivere il proprio raggio d'azione, vede la propria legenda, osserva le proprie debolezze, si identifica nei propri simili, ha nelle corde il miracolo quando la vita gli svela il senso, il nesso, gioca poi sugli orli degli abissi, tra il surreale e la cruda realtà, ma a disposizione, in primo o in ultimo, gli viene data sempre quella possibilità, il lasciare il suo posto per qualcun altro, come atto di fede, atto di credo.
venerdì 17 aprile 2020
essere umano
l'uomo che sogna, l'uomo che si radica,
l'uomo che s'ingarbuglia, l'uomo che si modifica,
tesse fili, incatena momenti,
in essi costruisce il suo essere,
lo spazio della sua vita,
difeso da quell'energia
che illumina cielo e terra.
Sei entità con piene facoltà di azione
dal bene massimo al peggior male,
il tutto nelle corde dello stesso individuo,
prende senza ritegno tutto quello che gli vien concesso,
soffre per tutto quello che ancora non ha compreso,
fin dove vuoi arrivare? ti chiedi mai quale vita stai vivendo?
o ancor più, se ora, in questo momento, stai vivendo?
ovunque tu vada, buon viaggio!
martedì 14 aprile 2020
omaggio a Carlo Levi
vivere di una speranza, aggrapparsi ad una novità, un nuovo punto di visuale ... chissà se durerà più di una radicata abitudine, o diventerà anch'essa appunto un'abitudine, e saremo punto e daccapo ... i malinconici diranno come era bello vivere quando fu, la verità è che chi ha pazienza vedrà, vedrà colorate farfalle svolazzare tra fiori e croci, passerotti rincorrersi tra fili di morbida erba e mucchi di terra sconvolta, i miei amati contadini andare su e giù per le solari terre bruciate, come le foglie dai rami scintillare tra l'indifferenza dei più ... ed io sono sempre lì, come ogni giorno, vivo di attese, vivo di sguardi, di piccoli spazi, nell'immergermi in quel profondo blu del cielo che mi saluta e m'ispira ovunque io sia.
giovedì 2 aprile 2020
salvate i desideri
Ho atteso una vita intera l'inevitabile, ho sperperato sogni riponendoli nei bauli di soffitta, ho legato i miei piedi ad una poltrona, mangiato chili e chili di programmi televisivi, spremuto i nervi ai videogiochi assassini, ho trovato rimedio momentaneo ancorandomi alle medicine, medici, ed ortolani, sono stato assuefatto dalla legge dei grandi numeri, uno vale poco e niente, la democrazia vince sempre, perchè lo spettacolo deve andare avanti, il tempo non si può fermare, il dolore va rimarginato entro breve al pari di una buca per la strada, come una ferita non può sanguinare troppo a lungo, il tutto si è fatto sempre più veloce, rapido, chi arriva prima si becca il bonus, e chi mostra i denti è ancora più tosto, e chi non terrorizza si ammala di terrore, come diceva bene il De Andrè, e così isolati, soli, spaesati, ammalati, diffidenti, arraffoni ipocriti ... e poi ... e poi un ragazzo, figlio di tutto ciò, che recupera desideri inespressi qua e là, come quello di oggi, tra la carta straccia di strada, la calligrafia di un bambino che desiderava un giorno poter giocare nel Napoli, un desiderio puro, autentico, vero, prioritario; quel pezzetto di carta, quelle semplici righe tremolanti sono qui con me, conservate con cura sul mio altare del sacro cuore, le affido a chi divinamente le potrà glorificare, renderle tangibili come polvere di stelle, entità trascendente, in un mondo del domani che piangerebbe solo di commozione.
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