domenica 16 aprile 2017

essere soli?

La solitudine è bella, anzi no, è brutta, ma a pensarci bene è anche bella, forse … la solitudine è la condizione ideale per far succedere le cose, è un brutto che si sta trasformando in bello, a condizione che noi lo vogliamo, che decidiamo ad un certo punto, al momento giusto di cambiare pelle, con pazienza, tutto qui … la solitudine vista perciò come un potenziale che si ravviva, che ci prepara, che ci forma e modella, la solitudine vista come un abbraccio alla propria persona, un atto di amore incondizionato verso i propri tormenti, le proprie turbolenze ma anche le proprie belle sensazioni e rimanere ad ascoltare le zone interne, le zone periferiche, quelle a volte desolate, a volte accantonate … la solitudine un banco di prova per tutto il genere umano e non per portare lo sguardo sull’inafferrabile, sull’imponderabile, sull’etereo avendo a portata un filo diretto con il tessuto della realtà, con i suoi avvenimenti ed accadimenti, una connessione ed un’intesa prioritaria raggiungibile solo in questa modalità … ed ecco che intorno a noi il filo d’erba trova spazio la nostra ricerca d’osservazione armoniosa, il canto del merlo ha una funzione strategica nel nostro ascolto di pace, l’odore della terra ci riconduce dove tutto è fecondo ed è pronto a sbocciare … un tuffo perciò, la solitudine un trampolino di lancio nel mondo che conta, dove si prendono le decisioni vere, che influenzano lo scorrere del tempo e dei tempi; potersi sedere al tavolo e sorseggiare la vita dal luogo privilegiato, senza se e senza ma, senza ne padroni ne vincitori, con il Mondo intero dentro il proprio cuore …

(foto di Simona Sanzi)


sabato 15 aprile 2017

ci amavamo ...

Ci amavamo osservandoci tra i corridoi della scuola ma alla campanella ognuno era già chiuso in classe ...

ci amavamo quando ci si incontrava in vacanza ma una settimana ed ognuno ritornava a km e km di distanza ...

ci amavamo scrutandoci tra i banchi della chiesa ma alla messa al massimo ci si poteva dare solo un segno della pace ...

ci amavamo con uno sguardo furtivo in mezzo alla via o su un sentiero ma dopo anche un rigirarsi reciproco ed ognuno riprendeva la sua eterna marcia ...

ci amavamo spiandoci in simultanea i profili facebook ma non sapevamo del reciproco interesse ...

ci amavamo su quel treno veloce e diretto ma noi in quel momento eravamo trottole indecise senza ne direzione ne meta ...

ci amavamo lanciandoci a quella mostra occhiate fisse ed ammiccanti ma la compostezza del momento richiedeva ben altro ...

ci amavamo giocando tra mille risate nella tua casa natale ma la sorte ci ha separato troppo presto ...

ci amavamo e mi basta così, aspettando che il mio pensiero giungesse a te senza strappi, senza rancori, di giusto affinar, ricordo il tuo nome, ricordo la tua grazia, ti ricordo in quel brillar quando alzo lo sguardo al cielo …

(foto di Simona Sanzi)



sabato 8 aprile 2017

appunti da Caserta città

la città di sera fa skifo, diventa troppo irriverente, invece la mattina è pacata, lascia vivere, lascia poter osservare, lascia poter trasparire tutta la propria fragilità ...

Caserta, 6 aprile 2017










Villa Santa Croce ... appunti per escursionisti

... nella prima parte attraverseremo il borgo rurale di Villa Santa Croce con i suoi simpatici abitanti (vedete qualche foto alla fine dell'album), poi un bel tratto ombreggiato nel fitto bosco di carpini con le verdi foglie novelle di primavera e sottobosco colorati di anemoni e ciclamini; nella seconda parte invece esploreremo un po di geometria assecondando lo sguardo alle linee delle colline e pendii spogli con panorami sulla valle del medio Volturno; ultimo tratto la salita all'ex monastero per ascoltare la presenza passata di popoli antichi che qui su edificarono le loro dimore, i loro idoli, le loro ricerche dell'essere; ridiscesa e pranzo a sacco nel prato organizzato dagli amici della La Sbecciatrice, contadini moderni e custodi dei sapori d'eccellenza!

Villa Santa Croce, 6 aprile 2017












mercoledì 5 aprile 2017

dal Matese ... con dignità!

Il Matese è di chi se lo suda, di chi non ha pretese, di chi non ha mal pensieri ... qui incontri delle persone che ancora ti disarmano, che ti mostrano a primo incontro la cosa più cara che hanno, che ti svelano da subito il loro genuino sorriso ... qui il cellulare non è una priorità, si può comunicare in tanti modi, si può ascoltare in modi diversi, la vita è pane e formaggio ... le priorità sono diverse, le decidono stesso gli interpreti, i protagonisti locali, il luogo poi è plasmato senza ansia, senza aggressività, con poco caos, solo quello bisognoso per avere il giusto opposto ... e le persone sono patrimoni, in foto appaiono come vere opere d'arte, dal vivo ti si scolpiscono dentro e le collochi nel tuo bagaglio esperienziale personale ... in breve il Mondo avrebbe tanto da imparare dal Matese!

Letino, 30 aprile 2017



martedì 28 marzo 2017

la cultura è importante ... dal progetto rifiuto ...

perchè l'accesso gratuito alla cultura è alla base di una società solidale e distinta

... dal progetto rifiuto ...


insalata mista ... dal progetto rifiuto ...

insalata mista ... c'è chi la vuole cotta, chi la vuole cruda ... qui invece facciamo felici sempre tutti ...

... dal progetto rifiuto ...